Umbria: la Piccola Regione dei Grandi Vini

Piccola terra di grandi produzioni

cervaro della salaL’ del vanta importanti radici storiche ben precise e documentate, che ne attestano la rilevanza. Nonostante sia una piccola regione è facile rintracciare al suo interno aree distinte, diverse sottozone e territori enologicamente eterogenei, sul piano di suoli, clima e varietà coltivate. Più di recente, il successo dei è passato in gran parte per i rossi, allineandosi un trend nazionale e internazionale che sta rapidamente cambiando, facendo riemergere una terra molto vocata anche per i bianchi.Non a caso la sua area storicamente più famosa è Orvieto e non a caso proprio questa zona, negli ultimi anni, offre segnali incoraggianti e una ritrovata vitalità, che asseconda il profilo mediterraneo dei e che regala una media molto alta e alimenta il trend. In zona calda troviamo l’eccellente Cervaro della Sala e l’estrema finezza di fondo del Classico Superiore Il Bianco Decugnano dei Barbi. Poco distante, a Todi, i dimostrano grande dinamismo. Mettiamoci che molti hanno fatto bellissime figure e il quadro è completo. E i vini rossi? Anche qui i vini non mancano, a cominciare dai deliziosi Ciliegiolo di Narni, varietà e vino caparbiamente riportati in auge dai produttori dalla zona. Le etichette da segnalare sono diverse una tra le tante è Il Brecciaro di Leonardo Bussoletti. Nel segno della finezza e dell’eleganza anche il Rubesco Vigna Monticchio dei Lungarotti, bottiglia mitica della regione, capace oggi come ieri di un fascino straordinario. Concludiamo, infine, con i rossi più strutturati. Un che passa per forza di cose per una terra generosa e giustamente celebrata come Montefalco e citiamo tre : il deciso quanto brillante Collepiano di Marco Caprai, l’originale e saporito cru Campo alla Cerqua di Giampaolo Tabarrini e Pozzo del Curato di un produttore dallo stile seducente e raffinato: la cantina Villa Mongalli .