UOMINI E CANTINE

uomini e cantine

L’enorme crescita qualitativa dei negli ultimi due decenni è il frutto di una scommessa, di vigna in vigna e di cantina in cantina, sulle potenzialità produttive nonché turistiche di un territorio che nulla ha da invidiare alla vicina, e più organizzata, Toscana.

Quello che sembra aver vinto nella regione è l’idea di cantina-azienda polifunzionale che produce , lo vende localmente e nel mondo, e sa proporre un’offerta turistica di buon livello; talvolta poi, come accade con la Strada del , fa sistema con le istituzioni e gli altri attori economici del territorio per offrire un paesaggio e uno stile di vita, prima che un vino o un prodotto alimentare. Il verso una qualità totale è comunque ancora lungo e forse può ripercorrere le tappe dell’olio di oliva, filiera in tra le più attive e qualitative d’Italia: vero gioiello di interazioni tra pubblico, privato, promozione e regolamentazione.

La tecnica in cantina è migliorata, il lavoro in vigna è stratosferico se confrontato all’impegno, sporadico, degli anni Ottanta, l’emulazione poi dei padri nobili della viticoltura regionale ha fatto il resto.

Giorgio Lungarotti, Marco Caprai e Antinori hanno aperto le porte a un nuovo modo di intendere e produrre vino, alcuni li hanno seguiti, altri, in uno scatto d’orgoglio, hanno trovato la forza di rivendicare una tradizione di qualità che era sin troppo celata e così la filiera vino nella sua totalità è cresciuta.

A Montefalco, Adanti di Arquata regala vini impressionanti, frutto di fermentazioni spontanee e macerazioni prolungate, mentre Antonelli mette in evidenza il valore del terroir, così come Giampaolo Tabarrini, in frazione Turrita, e Scacciadiavoli, in località Cantinone. Spostandoci a Orvieto, una famiglia storica del vino è quella dei Barberani, famosi per il loro Calcaia, un Muffato indimenticabile ad alto tasso di territorialità.

Altra antica cantina dell’orvietano, nonché marchio che ha fatto conoscere questo vino nel mondo durante il Ventesimo Secolo, è Bigi, di proprietà del Gruppo Italiano Vini, mentre dimensioni più piccole caratterizzano un altro gigante della zona, la cantina Palazzone in località Rocca Ripesena.

A Stroncone, infine, merita una menzione particolare il lavoro di Stefano Grilli dell’azienda La Palazzola che si cimenta in Vin Santo e Vendemmie tardive d’eccezione, nonché spumanti metodo ancestrale di alto profilo qualitativo e unici nel panorama regionale.